giovedì 20 maggio 2010

Herrhausen, un delitto in nome della Storia, 1989

Herrhausen, un delitto in nome della Storia 1989
Nota di Mauro Blasi

                                                                                            

                                                                                         



Era il banchiere della riunificazione e sognava una Germania diversa. ecco chi lo voleva morto. Alfred Herrhausen, il presidente della DEUTSCHE BANK, venne assassinato 5 anni fa in un attentato. tutte le piste. i killer della STASI: distruggere il simbolo. i terroristi della RAF: contro il capitalismo. la CIA e il complotto: nel mirino l' Europa.
Herrhausen, un delitto in nome della Storia Era il banchiere della riunificazione e sognava una Germania diversa. Ecco chi lo voleva morto - di MASSIMO NAVA FRANCOFORTE .
Il Muro di Berlino e' caduto da tre settimane e la Germania gia' intravede la riunificazione.

 Ma la mattina del 30 novembre di cinque anni fa, i sogni di un Paese in festa . mai cosi' collettivamente felice dalla fine della guerra . vengono turbati da una bomba telecomandata che fa sussultare i giardini curati e i boschi di abeti di Bad Homburg . ricco sobborgo di Francoforte . e che uccide uno dei personaggi piu' influenti di Germania: Alfred Herrhausen, il presidente della Deutsche Bank. La sua Mercedes blindata che salta in aria come un' auto giocattolo e' il simbolo della forza e della debolezza della Germania: che puo' stupire il mondo chiudendo in pochi mesi la "pratica" della riunificazione, ma indifesa di fronte al terrorismo, nonostante gli apparati di sicurezza e il formidabile servizio che protegge lo stesso Herrhausen, considerato il bersaglio piu' significativo dopo il presidente della Repubblica e il cancelliere.
La reazione dei tedeschi e' composta, non ci sono isterie, il mondo finanziario e politico tengono bene. Gli anni di piombo sono alle spalle e si volta pagina subito, nella consapevolezza che il cammino del supremo interesse del Paese . la riunificazione . debba procedere senza intoppi. Pochi giorni dopo, il cancelliere Kohl presenta in Parlamento l' ambizioso piano in dieci punti e in dicembre trionfa nelle strade di Dresda, dove la gente dell' Est urla: "Siamo un solo popolo!". Nulla, nemmeno un clamoroso attentato, puo' fermare l' abbraccio delle due Germanie. Eppure qualcuno ci ha provato. Mentre restano aperte le domande sull' organizzazione e sui responsabili dell' attentato, ancora oggi, il momento scelto dai terroristi ripropone la domanda piu' inquietante, storica piu' che giudiziaria: fu un attentato contro l' unita' tedesca? Altre domande conseguono: fu un tentativo di destabilizzazione messo in atto da ambienti contrari alle logiche conseguenze della caduta del Muro, dalla riunificazione alla distensione, dalla fine dell' impero sovietivo al superamento dei blocchi? A chi faceva paura una Germania ricca e potente in grado di estendere la sua influenza in tutto l' Est? E dove si annidavano queste forze contrarie: all' estero o nella stessa Germania?
In questi eventi Alfred Herrhausen avrebbe continuato a giocare un ruolo di primo piano. 59 anni, figlio di un geometra, giudicato da Vogue fra i dieci uomini piu' eleganti del mondo, abbastanza snob da confessare la noia per i bilanci e l' amore per la filosofia, Herrhausen e' un potente che si distingue per la visione aperta e innovativa dei rapporti internazionali, per le posizioni anticonformiste in politica e soprattutto per le strategie finanziarie che propone ridisegnando anche il ruolo della Germania. Il banchiere di Sua Maesta' il Marco e' il "global player" che scatena un putiferio quando, all' assemblea del Fondo Monetario, si batte per la riduzione dei debiti del Terzo Mondo. E' l' uomo che suscita aspettative "kennediane" quando, pochi giorni prima di morire, consegna al Wall Street Journal la sua "Ostpolitik" economica, la visione di una Germania e di una Deutsche Bank "ponti" fra Est ed Ovest, motori della riconversione industriale e del nuovo sviluppo democratico. Per il banchiere l' Est non deve essere terra di conquista. A chi fa paura un uomo cosi' ? I suoi assassini ufficiali . la Rote Armee Fraktion che firma l' attentato . non credono al banchiere progressista ("un alibi per perpetuare i sistemi di sfruttamento e di dominazione capitalistici") e condannano l' Herrhausen simbolo di quello che i terroristi tedeschi, a differenza degli italiani, considerano il vero potere in Germania: non la politica, ma le grandi banche e quei settori dell' alta finanza connessi all' industria, all' apparato strategico e militare, alle multinazionali. Amico personale di Kohl, Herrhausen e' dentro le stanze del potere e per questo i terroristi lo uccidono, dimenticando che in un sistema moderno, nessun uomo, per quanto potente, e' insostituibile. La pista della Raf si perde nei meandri di un' inchiesta che . come sembra d' obbligo in casi simili, da Kennedy a Moro . presenta lacune e contraddizioni. Alcuni giornalisti scrivono un saggio di successo: "Il fantasma della Raf". La tesi e' che non esista una terza generazione di terroristi, essendo in carcere o scomparsi i capi storici degli anni Settanta e Ottanta.
Ad aggiungere nebbia, contribuisce l' inchiesta che rileva stranezze nel sistema di protezione del banchiere. Ad esempio, il fatto che i terroristi possano per giorni lavorare indisturbati vicino alla sua villa per preparare l' ordigno e collegarlo ad una fotocellula. La fotocellula scatta al passaggio della prima delle auto del corteo che ogni mattina parte dalla villa. Di solito il banchiere e' seduto nella seconda vettura, ma non quella mattina. Ci si interroga anche sui criteri di costruzione dell' auto blindata, sulla rapidita' dei soccorsi e sull' altissima professionalita' degli attentatori. Due anni dopo, la polizia arresta un testimone eccellente, Sigfried Nonne, il quale confessa di aver ospitato gli attentatori in un appartamento di Bad Homburg. La verita' sembra vicina. Ma poi Nonne si confonde, ritratta. Viene fuori il suo passato in clinica psichiatrica e di informatore della polizia. In una clamorosa intervista alla televisione dichiara che gli sono stati promessi centomila marchi per le sue "rivelazioni". E la polemica coinvolge l' operato del Verfassungsschutz, il servizio di sicurezza interno che segue le attivita' terroristiche. Un altro che avrebbe potuto sapere, Wolfgang Grams, una primula rossa della Raf rifugiato nella Germania orientale, viene ucciso nella stazione ferroviaria di Bad Kleinen. E' un conflitto a fuoco con la polizia, ma, successivamente, due agenti dei corpi speciali finiscono sotto inchiesta: Grams, gia' ferito, e' stato finito con un colpo alla testa. A complicare la ricerca della verita' , sopraggiungono le rivelazioni sulle attivita' della polizia segreta di Berlino Est, la famigerata Stasi che, fra le varie iniziative, copriva e addestrava terroristi dell' Ovest, oltre a permettere ad alcuni di rifarsi una vita dall' altra parte del Muro. Come si sono comportati gli agenti segreti del disciolto organismo? E' fantasioso pensare che i servizi dell' Est potessero dare gli ultimi colpi di coda puntando a modificare il corso degli avvenimenti? Non e' fantasia. I sospetti sulla Stasi si sono appuntati gia' a proposito dell' assassinio di Detlev Rohwedder, il presidente della Treuhandanstalt, la societa' incaricata delle privatizzazioni dell' industria tedesco orientale. L' attentato, rivendicato dalla Raf, avvenne nell' aprile del ' 91.
Anche Rohwedder aveva una certa idea della ricostruzione tedesca e del futuro del Paese, tanto che questo delitto e' stato spesso messo in relazione con le idee e con la fine di Herrhausen. C' e' poi lo scenario internazionale che teme la Germania del dopo Muro. Mitterrand, in quei giorni, corre al capezzale della Germania Est promettendo aiuti al governo Modrow. Si fanno considerazioni sul possibile "Quarto Reich" e sul Supermarco. Dalle memorie della Thatcher emerge la preoccupazione britannica per una riunificazione troppo rapida. C' e' irritazione nella finanza internazionale per il gioco a tutto campo di Herrhausen. Soprattutto ad Est, crescono gli avversari della distensione. La tesi del complotto non ha riscontri, ma non e' priva di suggestioni, come in tutti i grandi delitti che sembrano concepiti da un potere invisibile ma in grado di condizionare le sorti del pianeta. L' ha recentemente rilanciata il colonnello Fletcher Prouty, il "mister X" impersonato da Donald Sutherland nel film di Oliver Stone su Kennedy. Prouty non lavora piu' per la Cia ma esiste in carne ed ossa. All' Unita' ha detto: "Herrhausen avrebbe dovuto pronunciare a New York un discorso che avrebbe potuto cambiare il mondo. Parlava di una grande Europa unita senza le interferenze della Banca Mondiale. Aveva un progetto di integrazione fra Est ed Ovest europei. Un' operazione che avrebbe cambiato i rapporti internazionali". Fantasie?
Aggiungo un altro link sotto al riguardo Herrhausen

http://www.prouty.org/letter7.html                                                      
                                                                                                        
Conclusioni :La Deutche Bank, non e' una banca come tutte le altre. Ha le maggiori partecipazioni azionarie di tutta la grande industria tedesca, cio' significa che il presidente controlla quasi tutta l'economia l'Europea. Vediamo quale' il suo impero :
2,7% Fiat
24% Daimler Benz
10% Allianz
25% Karstadt
10% Krauss Maffei
12.5% Hapag lloyd
10% Munchner Ruck
41% Kloeckner
30% Phillip Holzmann
25% Horten
25.85 Didler Werke
10% Linde
41% Morgen Grenfell
Soffermiamoci su questo ultimo dato : il piu' importante acquisto realizzato da Herrhausen nella storia della banca,l'acquisizione appunto della banca di investimento britannica Morgan Grenfell ,pagata allora la bellezza di 2.7 miliardi di Marchi. Con questo investimento la Germania era entrata nel cuore economico dell'Inghilterra. Poche settimane dopo e' stato eliminato. Il suo sogno della grande Germania non gli era stato piu' permesso. Oggi a distanza di 21 anni la Deutsche Bank e' diventata ancora piu' potente in Europa. L'odierno presidente e' Joseph Ackerman,colui che ha sparato a zero contro L'Euro per distruggere l'economia L'Europea e la stessa Germania che e' la locomotiva industriale della stessa Europa. Questo "gentleman" Il cui cognome rappresenta interessi extra Europee' per la stessa Europa e' tutto da scoprire.
Ecco le sue testuali parole:
Il numero uno della Deutsche Bank ha espresso forti dubbi sulla capacita' della Grecia di rimborsare i prestiti di miliardi di euro. 'Mi permetto di dubitare - ha detto Josef Ackermann parlando alla tv Zdf - che la Grecia sia veramente nella posizione di restituire i prestiti di emergenza'. Tuttavia Atene deve essere 'sostenuta' perche' un suo collasso 'avrebbe sicuramente ripercussioni disastrose' sugli altri Paesi e potrebbe causare un 'meltdown' dell'Eurozona
Dopo cio', l'Euro e' crollato ancora di piu' !!!
Nota di Mauro Blasi





La vita di Jalâl âlDîn Rûmî

Jalâl âlDîn Rûmî
Dice Allah nel Corano: "Né i cieli né la terra Mi contengono, ma Mi contiene il cuore del Mio fedele."
Il cuore, non la mente; poiché infatti possiamo capire Allah con il cuore e con tutti i sentimenti che simbolizziamo con il termine "cuore"; mai con il ragionamento, la ricerca scientifica, la speculazione razionale.

                                                               **************                   

Mistico è colui che aspira ad infrangere i limiti terreni della nostra carne, per giungere a capire sempre più Allah, per sentirlo nella Sua realtà ineffabile e incommensurabile, anche se, in effetti, secondo il Corano (50ª16), Dio è "vicino a ciascuno di noi più della sua stessa vena giugulare."
Jalâl âlDîn Rûmî , nacque a Balkh, nell’attuale Âfghânistân, il 30 settembre 1207. Il padre, sufi, teologo e predicatore di fama, lasciò Balkh nel 1209 con la famiglia, e fece bene. Pochi anni dopo la città venne distrutta dai Mongoli invasori. La famiglia soggiornò in `Irâq, poi in Siria, infine in Turchia dove, a Lâredeh, nel 1225 Rûmî sposò Gevher Banu, figlia di un maestro sufi di Samarcanda. Nel 1228 la famiglia venne invitata a Konya dal re selciukide Kaykubad.In questa città Rûmî, alla morte del padre, viene istruito prima dal maestro sufi Tirmidhî, poi da Shams âlDîn Tabrizî. In questa città Rûmî dapprima insegna nella Facoltà di Teologia, poi fonda la Confraternita (o Ordine, tariqa) dei Sufi Mevlevi, detti in Europa i "dervisci giranti".
Il pensiero e il misticismo di questo grande maestro sono conservati in quattro grandi opere: il Mathnawî, il Dîwân-i Shams-i Tabrizî, le Quartine (Rubâ`iyât)e il Fîhi-mâ-fîhi. Il Mathnawî è un grande poema di 25.630 distici, ossia 51.280 versi, suddivisi in sei libri. E’ soprannominato Il Corano in versi per il suo contenuto ascetico. Il Dîwân-i Shams-i Tabrizî è un grande canzoniere che raccoglie 1.081 poesie fra le più belle di tutta l’umanità. Così si può dire per le 1.765 quartine, essenziali, stupende. Il Fîhi-mâ-fîhi è in prosa, e raccoglie alcuni fra i più importanti discorsi, insegnamenti e pensieri del maestro.
Il 17 dicembre 1273 Rûmî diede l’ultimo saluto ai suoi cari, e spirò serenamente. I seguaci chiamano questa notte Seb-i Arus. Sembra che al lutto, durato quaranta giorni, abbiano partecipato anche i cristiani e gli ebrei, officiando le preghiere per i defunti precipue della loro religione. Rûmî venne sepolto in un mausoleo eretto nella tekké Mevlevi stessa, mausoleo (il Kubbe-i Hadra: la Cupola verde) ideato dall’architetto Badr âlDîn di Tabrîz, e sempre più decorato e abbellito nel tempo. Il grande cenotafio di legno, capolavoro della scultura selciukide, fu eseguito da Selimoglu Abdülvahid. Accanto vi si legge la quartina di Rûmî: "Fratello, se vieni a visitare la mia tomba, non ti dimenticare la tua bara./ Non è giusto addolorarsi per l’unione con Dio./ Dopo la mia morte non cercare la mia tomba sulla terra: /la mia tomba è nel cuore di coloro che sanno."
All’ingresso della sua Abbazia venne messa invece, sempre su sua richiesta, questa sua quartina: "Vieni, vieni, chiunque tu sia vieni:
sei un idolatra, un miscredente, un ateo? Vieni. /La nostra non è la casa della disperazione, / e anche se hai tradito cento volte una promessa... vieni!
Per celebrare la morte di Rûmî, i Mevlevi danzano a Konya un Samâ` (in turco: Semâ) rituale la seconda settimana di dicembre. Altamente emblematica, altamente spirituale, questa danza è l’espressione stessa della realtà divina e della realtà fenomenica, in un mondo in cui tutto, per sussistere, deve ruotare come il cuore degli atomi, come i pianeti, come il pensiero. Il Semâ simbolizza l’ascesa spirituale, viaggio mistico dall’essere a Dio - in cui l’essere si dissolve - per ritornare poi sulla terra ("prima di compiere il viaggio credevo che le montagne fossero montagne e i mari fossero mari; durante il viaggio scoprii che le montagne non sono montagne e i mari non sono mari; ed ora che sono giunto so che le montagne sono montagne, e i mari sono mari." Dhul Nûn âlMisrî).                                   
Vi partecipano da un lato musici e cantanti, dall’altro il Maestro e i danzatori. La cerimonia, vero e proprio rito religioso, è divisa in sette fasi, e anche in Europa se ne conosce un aspetto, ridotto e abbreviato, presentato talvolta dai Mevlevi di Konya quando vengono invitati da qualche Ente pubblico. Anche alcuni gruppi di danzatori non sufi che hanno imparato per imitazione unicamente quella danza e quella musica, la rappresentano ogni tanto in teatri italiani, pur se con differenze notevoli dalla tradizione codificata islamica.
Tratto dalla Tariqa Jerrahi-Halveti

giovedì 13 maggio 2010

Centrali nucleari e Hamas: Russia e Turchia sempre più vicine

Un accordo da 20 milioni di dollari per la costruzione di una centrale nucleare in Turchia, la prima nel Paese mediorientale: è solo uno dei punti della “partnership strategica” tra Russia e Turchia annunciata oggi dal presidente russo Dimitri Medvedev, che in questi giorni si trova in visita ufficiale ad Ankara. Mosca e Ankara, infatti, sono sempre più vicine. Legate da interessi economici, ma anche strategici e militari: un’alleanza che si sta riaffiorando anche grazie al fatto che il governo turco sta sempre più prendendo le distanze da Israele e, seppure in misura minore, dagli Stati Uniti.
                                                                                      
Cominciamo dall’accordo nucleare. La costruzione della nuova centrale in Turchia dovrebbe richiedere circa sette anni, ha detto il primo ministro Recep Tayyip Erdogan. La compagnia russa ZAO Atomstroyexport, specializzata nella costruzione di reattori, controllerà il 100 per 100 del progetto. Anche dal punto di vista di Mosca si tratta dunque di un accordo molto importante, che vede i russi in una posizione di particolare forza: “E’ la prima volta che la Russia non solo costruisce una centrale, come già abbiamo fatto in Iran e India, ma anche la possiede,” ha detto Sergei Kiriyenko, presidente della holding nucleare statale Rosatom.
La Russia infatti è già stata coinvolta nella costruzione di centrali in Iran, e ora si sta vociferando di un possibile accordo con la Siria.
Il che ci porta a un altro punto importante: la politica mediorientale. Un’arena in cui Turchia e Russia pesano sempre di più. E dove Russia e Turchia stanno assumendo una linea sempre più lontana dagli Stati Uniti e sempre più critica nei confronti di Israele.
Una delle questioni su cui Mosca e Ankara stanno facendo pressioni congiunte è, per esempio, l’inclusione nei negoziati israelo-palestinesi di Hamas, ovvero il gruppo islamico, considerato terrorista da Unione europea e Stati Uniti, che di fatto controlla la Striscia di Gaza. “Hamas non può essere ignorata, non si può raggiungere la pace senza di loro,” ha detto il presidente turco Abdullah Gul, in una conferenza congiunta ad Ankara insieme alla controparte russa Medvedev. Lo stesso Medvedev ha incontrato martedì a Damasco il leader di Hamas Khaleed Meshaal, insieme al presidente siriano Bashar al-Assad.
Questa presa di posizione rischia di fare saltare i piani degli europei e degli americani, che finora hanno tentato di mediare tra palestinesi e israeliani proprio escludendo le fazioni più oltranziste, a cominciare da Hamas.
Dal canto loro, i governi di Mosca e Ankara sembrano molto determinati a fare sentire la loro voce in Medio Oriente. Perché l’unione, si sa, fa la forza. “Questo è un giorno molto speciale nelle relazioni turco-russe,” ha detto nella conferenza stampa congiunta Medvedev. Che ha parlato, senza mezzi termini, di “una partnership strategica” tra Russia e Turchia.
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annamomigliano > Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
Mercoledì 12 Maggio 2010, Pubblicato su Panorama.it

mercoledì 12 maggio 2010

IL PIANO SEGRETO DI BILDERBERG

Il piano segreto Bilderberg per schedare ogni americano ...         
Da: FREENFO
I membri di Bilderberg vogliono schedare gli americani con un microchip in nome della lotta al terrorismo, gli Europei si oppongono in toto all'attacco in Iran, i Globalisti temono che il prezzo del petrolio si alzi troppo rapidamente.
Fonti interne al meeting 2008 del Bilderberg hanno fatto trapelare i dettagli di quello che gli elitaristi hanno discusso a Chantilly (Virginia) la settimana scorsa, ed i punti di discussione sono tutt'altro che rassicuranti -un piano per schedare gli americani tramite un microchip, con il pretesto di combattere i gruppi terroristici i cui membri sono conosciuti come “occidentali biondi e con gli occhi azzurri”. Jim Tucker, giornalista veterano sempre sulle tracce della Bilderberg, confida in fonti che seguono regolarmente la Bilderberg come aiutanti e assistenti ma che non sono membri stessi dell'organizzazione. Le informazioni che hanno fornito quest'anno sono preoccupanti per chi ha seguito lo sviluppo del loro piano di fare in modo che l'opinione pubblica consideri l'impianto di microchip una comodità come le carte di credito. “Sotto la direzione della resistenza al terrorismo sono stati fatti dei passi avanti sulla conoscenza di come le organizzazioni terroriste stiano reclutando persone che non appaiano come il classico terrorista -e quindi giovani dagli occhi azzurri e i capelli biondi- da utilizzare come kamikaze” dice Tucker.Gli Elitaristi vogliono schedare gli americani con un microchip in nome della lotta al terrorismo, gli Europei si oppongono in toto all'attacco in Iran, i Globalisti temono che il prezzo del petrolio si alzi troppo rapidamente.
Fonti interne al Bilderberg hanno fatto trapelare i dettagli di quello che gli elitaristi hanno discusso a Chantilly (Virginia), ed i punti di discussione sono tutt'altro che rassicuranti -un piano per schedare gli americani tramite un microchip, con il pretesto di combattere i gruppi terroristici i cui membri sono conosciuti come “occidentali biondi e con gli occhi azzurri”.
Jim Tucker, giornalista veterano sempre sulle tracce della Bilderberg, confida in fonti che seguono regolarmente la Bilderberg come aiutanti e assistenti ma che non sono membri stessi dell'organizzazione. Le informazioni che hanno fornito quest'anno sono preoccupanti per chi ha seguito lo sviluppo del loro piano di fare in modo che l'opinione pubblica consideri l'impianto di microchip una comodità come le carte di credito.
“Sotto la direzione della resistenza al terrorismo sono stati fatti dei passi avanti sulla conoscenza di come le organizzazioni terroriste stiano reclutando persone che non appaiano come il classico terrorista -e quindi giovani dagli occhi azzurri e i capelli biondi- da utilizzare come kamikaze” dice Tucker.
La linea riguardo gli occidentali di Al Qaeda è un punto di discussione molto familiare agli americani, diffuso dalla Fox News e da altri circoli vicini ai Neo-Con, nel tentativo di volgere l'apparato anti-terrorismo contro dissidenti, contestatori e cittadini americani in generale. Profeticamente, la fonte di Tucker gli ha riferito che la Bilderberg sta discutendo della “microchippazione” umana su larga scala, che potrebbe essere introdotta con il pretesto di combattere il terrorismo, per permettere ai “bravi ragazzi” di viaggiare liberamente per gli aeroporti a condizione che il loro microchip possa venire scansionato e le informazioni ricavate immagazzinate in un database.
Tucker ha aggiunto che si cercherà di far sembrare l'idea convincente anche sulla base del fatto che il microchip potrebbe aiutare gli staff medici degli ospedali nel trattamento delle situazioni di emergenza, poiché una scansione del chip provvederebbe immediatamente a fornire la storia medica del paziente. Tucker ha sottolineato che la Bilderberg ha parlato di chip impiantati sottopelle, e non di banali chip RFID da inserire negli indumenti.
La discussione era all'ordine del giorno, e non una chiacchierata informale nel bar dell'hotel. Un'idea così bizzarra potrà sembrare incredibile per molti, ma negli ultimi dieci anni ci sono state dozzine di esempi di persone che hanno accettato di farsi impiantare un chip per le ragioni più disparate. Nel 2004, il procuratore generale del Messico e 160 componenti del suo staff d'ufficio si sono lasciati impiantare dei chip traccianti per controllare l'accesso alle aree riservate dei loro quartier generali.
Il Baja Beach Club di Barcellona e altri nightclub intorno al mondo stanno già offrendo chip impiantabili ai clienti che vogliono pagare i proprio drink con un semplice gesto della mano od avere accesso alle aree VIP dei locali.

12/05/2010 11:46:09. Nuovo articolo sul blog www.ipharra.org

lunedì 10 maggio 2010

DAS ISLAMISCHE DENKEN IN KONFUZIANISCHE BEGRIFFEN

03.03.2009                                                                   
Nach ihrem hervorragenden Tao of Islam. A Sourcebook on Gender Relationships in Islamic Thought, eine Arbeit, die nicht nur das Verhältnis der Geschlechter im Islam beleuchtet, sondern auch die Übereinstimmung der taoistischen und der islamischen Tradition demonstriert, veröffentlicht die SUNY-Professorin Sachiko Murata nun zusammen mit William Chittick und Tu Weiming ein Buch das den Islam mit den Augen der zweiten großen Philosophie Chinas, des Konfuzianismus, betrachtet.



Sachiko Murata / William C. Chittick / Tu Weiming: The Sage Learning of Liu Zhi. Islamic Thought in Confucian Terms. Foreword by Seyyed Hossein Nasr
140 line illustrations, 678 pages, Harvard-Yenching Institute Monograph Series, Hardcover edition, March 2009.

Confuzius
                                                                                  

Liu Zhi (ca. 1670–1724) was one of the most important scholars of Islam in traditional China. His Tianfang xingli (Nature and Principle in Islam), the Chinese-language text translated here, focuses on the roots or principles of Islam. It was heavily influenced by several classic texts in the Sufi tradition. Liu’s approach, however, is distinguished from that of other Muslim scholars in that he addressed the basic articles of Islamic thought with Neo-Confucian terminology and categories. Besides its innate metaphysical and philosophical value, the text is invaluable for understanding how the masters of Chinese Islam straddled religious and civilizational frontiers and created harmony between two different intellectual worlds.
The introductory chapters explore both the Chinese and the Islamic intellectual traditions behind Liu’s work and locate the arguments of Tianfang xingli within those systems of thought. The copious annotations to the translation explain Liu’s text and draw attention to parallels in Chinese-, Arabic-, and Persian-language works as well as differences.
Ibn  'Arabi
Eingestellt von kshatriya um 15:03 
Pubblicato da Eiserne Krone: il testo in Inglese si può acquistare cliccando sul Link segnalato sul Blog di Eiserne Krone.                                     
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