venerdì 26 giugno 2009

CRISI IRANIANA


Le manifestazioni "pacifiche" e "non violente" hanno causato, ad oggi, l'incendio di almeno 300 banche, il danneggiamento di 300 auto e 300 proprietà pubbliche, la distruzione di 700 costruzioni, l'incendio di diversi luoghi di culto, pompe di benzina, mezzi pubblici, l'assalto a postazioni di polizia, l'uccisione di diversi civili innocenti e di un numero imprecisato di basij. Il Governo ha quantificato i danni provocati dai "manifestanti pro-democrazia", finora, pari a circa 4 milioni di euro. Degna di nota in particolare la vicenda, totalmente ignorata da tutti i mass-media democratici, di due donne, madre e figlia, uccise dai "disobbedienti civili e pacifici" all'interno di un asilo nel quale prestavano servizio lunedì 15 giugno. Le due donne erano tra le sette vittime di quella giornata di tumulti annunciate in serata dai mass-media nostrani, per le quali Mousavi aveva indetto una manifestazione di lutto il giovedì successivo. I familiari delle due innocenti vittime hanno però svolto privatamente i riti funebri, rifiutando la strumentalizzazione politica del loro dolore e denunciando anzi la responsabilità di individui che, per rivendicare i loro presunti diritti negati, hanno intrapreso vie illegali che hanno creato insicurezza e disordine nella capitale. L'indirizzo al sito della notizia, purtroppo in persiano. A ciò va aggiunto che il capo della polizia di Tehran, Azizallah Rajabzadeh, ha dichiarato che nessun poliziotto ha sparato nei giorni scorsi contro i manifestanti, perchè essi non hanno alcuna autorizzazione in tal senso, il loro compito essendo limitato a cariche che impediscano manifestazioni illegali. "Sabotatori armati" sono stati inoltre accusati di aver sparato contro civili sabato scorso, e la polizia ha identificato ed arrestato almeno un uomo armato (nei giorni scorsi diverse perquisizioni avevano portato al rinvenimento di armi ed esplosivi in casa di membri legati ad un movimento controrivoluzionario). La tv iraniana in lingua persiana (IRINN), araba (Al-Alam) e inglese (Press Tv) ha inoltre trasmesso alcune intercettazioni telefoniche e confessioni di militanti dell'organizzazione terrorista "Mojahedin-e Khalq", infiltratisi dall'Iraq e dalla Gran Bretagna per provocare disordini e tafferugli nel paese.Curiosamente l'edizione de "Il Messaggero" di oggi, a pag. 3, riproduce, senza didascalia alcuna, la fotografia di uno dei manifestanti "pro-democrazia" che imbraccia 'pacificamente' un mitra....


Hosseyn Morelli Al-Awda-Italia 23 giugno 2009

Pubblicato su Eurasia splinder.com


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