martedì 13 aprile 2010

UNA CLASSE POLITICA IN VACANZA







Cari amici di Rinascita,

mentre la tv Rai e il gruppo Mediaset nei loro servizi pasquali dissertavano sul numero di italiani in vacanza, su Il Corriere della Sera leggevo un lungo articolo a firma di Massimo Mucchetti che spiegava ai suoi lettori come la Borsa italiana sia stata (s)venduta agli inglesi… Sì, perché ormai si opera nel “London Stock Exchange”. Fino a pochi giorni or sono avevamo un membro nel CdA (Massimo Captano), ora il suo successore Raffaele Ierusalmi non ne fa nemmeno parte. Il giornalista spiegava alcuni passaggi difficili da comprendere al pubblico dei non addetti ai lavori: Tre anni fa alcuni (chi?) non capirono che la fusione della Borsa di Milano in quella di Londra sarebbe stata una dispersione, per certi versi umiliante, di un patrimonio di Milano e del Paese a tutto vantaggio dei signori della City.
Mi domando: la Banca d’Italia, in quella situazione, si è mossa e come? Draghi viene dalla Goldman & Sachs: che ruolo ha avuto nell’operazione? La classe politica era tutta in vacanza?
Vorrei il vostro giudizio sull’affaire.

Il Vostro lettore
Alberto Mazzoneschi
Spoleto

Gentile Alberto Mazzoneschi.
Lei sa che siamo una fonte reietta dell’informazione. Pensi: di questo evento più che probabile agli inizi, scontato poi, ne ho trattato personalmente (non soltanto tre anni fa, ma più volte… in fondo fin dal 1993, quando questa testata aveva un’altra denominazione ed era comunque diretta da chi scrive, e poi…) alla vigilia degli scellerati accordi di Maastricht, e quindi nell’analizzare l’avanzante accorpamento delle borse europee sui canali di Londra e di Washington – tutte le borse sono da tempo controllate o controllande dagli atlantici… - poi, indirettamente, parlando delle acquisizioni dei titoli italiani sui mercati finanziari anglosassoni – una svendita totale, anche sui titoli del risparmio – o delle “liberalizzazioni”, o dell’Omc, o della mancanza di un Fondo monetario europeo regolarizzatore dei flussi finanziari e paletto contro i raid della finanza speculativi “alla Goldman & Sachs”, diretta in Europa da Mario Draghi (proprio nel periodo dell’acquisizione inglese della colonia milanese) e così via.
Per un attimo, un dicembre di qualche anno fa, avevamo addirittura sperato che la legge Tremonti sul risparmio fosse… “vera” (ma così non è e d’altra parte la dichiariamo “moritura” tutti i giorni in prima pagina), e – quasi quasi – tirato un sospiro di stupore e di sollievo immaginando un “doppio controllo” Consob-Bankitalia… La verità è che la vendita (o svendita) della borsa di Milano non è che un anello, anzi un anellino, della catena delle “liberalizzazioni” economiche globalizzatrici: è la ciliegina finale per rendere ancora più oliato e funzionale il sistema liberoscambista finanziario che affama il mondo e che distrugge le sovranità nazionali nei settori vitali della produzione, della finanza e dell’economia in generale. Tuttavia, certo, si trattava sempre di parlare di un argomento da “addetti ai lavori” alquanto ostico agli stessi piloti “politici” della barcaccia sfondata sulla quale navighiamo… e da noi stessi – forse gli unici residui critici del sistema capitalista-mondialista - considerato più che ostile agli interessi dei popoli della Terra. (In fondo che cosa rappresentano le borse? Delle multinazionali-slot-machines per speculare sul valore della produzione e dei servizi di una nazione e per creare profitti dal nulla, dal giro di moneta, cioè). Insomma, non mi faccia scrivere nulla su Draghi. Sono stato già condannato in Tribunale per aver “diffamato l’Istituzione”. Non hanno nemmeno consentito la testimonianza in mio favore del presidente Francesco Cossiga… Quello che fa il Draghi è il bene del Paese. Non scherziamo…
u.g.
brevissimo post scriptum
Un giorno sì e l’altro pure Rinascita cerca di spiegare cosa mai tramino i Signori del denaro a danno delle genti. E le genti sono composte da singoli cittadini. Alcuni di loro, blanditi dagli Operatori, accettano ogni soverchieria (fondi pensione, tfr, tagli allo stato sociale) e “investono” i loro risparmi di una vita sulle parmalat di turno. Speriamo che i nostri lettori siano avveduti.


Pubblicato su Rinascita, Rivista della SINISTRA NAZIONALE

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